Accademia dei Catenati - Macerata

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MACERATA, casella postale 55

Ad Angiola Maria Napolioni il Premio San Giacomo della Marca

Il Premio "San Giacomo della Marca" è stato assegnato quest'anno al Principe della nostra Accademia Angiola Maria Napolioni.
Il Premio, destinato ai marchigiani distintisi per particolari meriti culturali e sociali, giunto alla XIX edizione, è promosso dal Circolo Culturale "Guardiamo al futuro" onlus in collaborazione con il Comune di Sarnano, l'Ambasciata di Ungheria presso la Santa Sede, l'Università degli Studi di Macerata e l'Università degli Studi di Camerino.

La consegna è avvenuta sabato 1 luglio presso la Sala Congressi di Sarnano nel corso di un Convegno dedicato a "La cultura nelle Marche tra Biblioteche e Accademie ", che ha visto la presenza di relatori di riconosciuto prestigio.

Ad Angiola Maria Napolioni il compiacimento e gli auguri più sentiti della nostra Accademia!

Alla Rassegna  Recina Live 2017
"Piange, piange Maria povera donna"
con la regìa di Allì Caracciolo
La Rassegna Recina Live 2017, nella suggestiva cornice dell'antico Teatro Romano di Helvia Recina, si è chiusa lunedì 3 luglio con lo spettacolo “Piange, piange Maria povera donna”, messo in scena, con la regia dell'Accademica Catenate Allì Caracciolo, dallo Sperimentale Teatro A in co-produzione con il gruppo La Macina.

Lo spettacolo nasce dalla organizzazione drammaturgica e scenica del materiale popolare di tradizione orale a soggetto religioso, relativo alla Passione, in particolare della Madonna, raccolto dal vivo in molti anni dai due gruppi storici di Ricerca e Produzione Teatrale e Musicale,  facenti capo,  per la musica e i canti a La Macina, sotto la direzione dell’etnomusicologo ricercatore Gastone Pietrucci; e per i testi drammatici allo Sperimentale Teatro A con la direzione artistica di Allì Caracciolo.

Con questo spettacolo è calato il sipario sulla quarta edizione del “Recina live”, il festival organizzato dall’assessorato alla Cultura del comune di Macerata con l'Associazione Sferisterio e Amat nell’area archeologica di Helvia Recina.
Convegno di studi internazionale sulla Galleria dell'Eneide
Nuove letture e prospettive di ricerca per il Settecento europeo
Si è tenuto a Macerata nei giorni 21, 22 e 23 giugno il Convegno di studi internazionale sulla Galleria dell'Eneide di palazzo Buonaccorsi, organizzato da Università di Macerata e SISCA (Società italiana di storia della critica d'arte), con il contributo del Comune di Macerata.
Sono intervenuti oltre trenta studiosi italiani e stranieri le cui proposte sono state selezionate da un comitato scientifico formato dai maggiori esperti dell'arte del Settecento.

Scopo del convegno è stato quello di far meglio conoscere quest'opera così importante attraverso un dialogo fra diversi metodi della ricerca storico-artistica: indagine documentaria, attribuzionismo, critica d'arte, iconografia, storia culturale.

Nell'ultima giornata del convegno, venerdì 23 giugno, al termine dei lavori, i presenti hanno potuto compiere in compagnia dei convegnisti un itinerario di visita ad alcuni dei monumenti settecenteschi di Macerata, come la basilica della Misericordia e palazzo De Vico, che custodisce un importante ciclo pittorico di Giovanni Anastasi (1703-1704), mentre nel pomeriggio è stato possibile prendere parte a una visita guidata alla villa Buonaccorsi di Potenza Picena, residenza di campagna della famiglia, nota per il giardino all'italiana.

Il Convegno è stato organizzato a cura di Giuseppe Capriotti, Francesca Coltrinari, Patrizia Dragoni, Susanne A.Meyer, Massimiliano Rossi.
Foto Gianluca Storani
La Galleria dell'Eneide di palazzo Buonaccorsi fu "riscoperta" negli anni '60 del '900 da grandi storici dell'arte anglosassoni, come Dwight Miller e Francis Haskell, che la consacrarono come monumento chiave dell'intero Settecento europeo.
Arte contemporanea a Villa Cozza: il contributo degli artisti  Catenati
La casa di riposo di Villa Cozza di Macerata si è dotata di una prestigiosa collezione di opere d’arte contemporanea.
Nata da un’idea di Paula Castelli la collezione, che conta quaranta opere di artisti marchigiani, ha trovato armonica sistemazione all’interno della struttura per la cura dell’architetto Michele Schiavoni e la collaborazione del critico d’arte Lucio Del Gobbo.
Tra gli artisti che hanno donato le opere spiccano gli Accademici Catenati Paolo Castelli, Silvio Craia, Carlo Iacomucci e Sandro Piermarini.
A fronte dell’iniziativa è stato prodotto un catalogo curato da David Miliozzi ed illustrato con foto di Massimo Zanconi dal titolo “Vita su Marte”, che documenta la collezione. Nel catalogo trovano spazio scritti di David Miliozzi, Giuliano Centioni, Romano Carancini, Paula Castelli, Lucio Del Gobbo, Michele Schiavoni.
Dante Cecchi: l'avventura di un intellettuale nelle Marche del Novecento
Il Convegno e la presentazione del volume curato da Alberto Meriggi
Sopra: la copertina del volume.
Sotto: l'elenco degli intervenuti al Convegno.
Dante Cecchi, con i suoi settanta anni di appartenenza alla nostra Accademia (dal 1945 al 2015), è di gran lunga l’accademico con la più lunga militanza dal 1574 ad oggi. Ha inoltre ricoperto nei vari decenni tutte le cariche accademiche, fino a quella di “Principe onorario” istituita nel 2010 proprio in suo onore.

Sabato 8 ottobre 2016 si è svolto al Teatro Lauro Rossi di Macerata un convegno a Lui dedicato nel cui ambito è stato presentato il volume “Dante Cecchi. L’avventura di un intellettuale nelle Marche del Novecento”. L'iniziativa del libro e del convegno è stata del Centro Studi Storici Maceratesi in collaborazione con il Consiglio Regionale delle Marche, il Comune di Macerata, la Deputazione di Storia Patria per le Marche, la Fondazione Carima, l'Università degli Studi di Macerata, l'Unione Italiana Libero Teatro e la nostra Accademia.

Abbiamo chiesto al Prof. Alberto Meriggi, curatore del volume e Vice Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi,  di illustrarci le motivazioni del volume e del convegno dedicati al compianto professore scomparso nel 2015 e di sintetizzarne per il nostro sito le qualità umane e culturali.

Prof. Meriggi, qual è il significato dell’iniziativa assunta dal Centro di Studi Storici Maceratesi di pubblicare un volume e organizzare un convegno in ricordo di Dante Cecchi?
Il Centro di Studi Storici Maceratesi non poteva esimersi dal ricordare d’aver avuto tra i soci fondatori, tra i membri più autorevoli del Direttivo e tra i collaboratori con maggior numero di saggi, un maestro insigne della storia e, più in generale, un educatore culturale stimatissimo del rango di Dante Cecchi. Rappresentante della “miglior gioventù” maceratese del secondo dopoguerra e attento alle sollecitazioni storiografiche a lui contemporanee, Dante Cecchi è riuscito ad offrire una sintesi compiuta di impegno civile e cultura, tramite una produzione bibliografica rilevante e continua e il magistero dell’insegnamento, che ha esercitato con passione e entusiasmo presso istituti scolastici e l’Università. Per i soci del Centro Studi, e mi risulta anche per i membri dell’Accademia dei Catenati, è stato anche un amico, del quale è impossibile dimenticarne lo spirito sempre vivo e la particolare sensibilità con la quale entrava in sintonia con colleghi, studiosi e lettori. Dotato di intelligenza vivissima e feconda e di una personalità incline al dialogo sia culturale che più schiettamente amicale, era sempre aperto all’accoglienza che manifestava col sorriso. Doverosa riconoscenza, da una parte, ma soprattutto, dall’altra, grande affetto e stima: le motivazioni che hanno indotto il Direttivo del Centro a farsi promotore della pubblicazione di un libro e dell’organizzazione di una giornata in ricordo dell’amico.
A 70 anni dalla nascita della Repubblica
Il primo voto: elettrici ed elette
Martedì 24 maggio nella Sala Conferenze della Biblioteca Statale di Macerata si è svolta la presentazione del volume di Patrizia Gabrielli “Il primo voto: elettrici ed elette”.
L’iniziativa è stata promossa dall’ANMIG – Sezione Provinciale di Macerata – in collaborazione con l’Università di Macerata, la Biblioteca Statale, il Comune di Macerata, l’A.N.V.C.G. e la nostra Accademia nel settantesimo anniversario della nascita della Repubblica.

Presentato "L'otto", il nuovo romanzo di Lucia Tancredi
Domenica 22 maggio 2016, in un gremitissimo Teatro della Soc. Filarmonico Drammatica di Macerata, si è svolta la presentazione del nuovo romanzo di Lucia Tancredi, L’otto.
Dopo il saluto di Angiola Maria Napolioni, Principe dell'Accademia dei Catenati, e l'introduzione di Renato Pasqualetti, l'Autrice ha parlato del romanzo con Gabriele Barucca, storico dell'Arte funzionario della Soprintendenza alle Belle Arti delle Marche.
Brani del romanzo sono stati letti da Pamela Olivieri.

Catenati: dal 1574
Lettere, Arti, Scienze



Nella monumentale "Storia delle Accademie in Italia", Michele Maylender scrive che l'Accademia dei Catenati di Macerata è da considerarsi "uno dei più antichi cenacoli letterari d'Italia", cui va riconosciuto un ruolo di rilievo nella  rinascita culturale promossa in Italia centrale nella seconda metà del sec. XVI.*

Nella "Biblioteca Picena" (1793) si afferma che "deve a ragione questa celebre adunanza di Macerata riporsi tra le più antiche d'Italia".**

Attiva ancora oggi,  l'Accademia dei Catenati è tra le pochissime accademie italiane che possono vantare una continuità plurisecolare.

La data di fondazione è il 2 luglio 1574, quando un gruppo di letterati maceratesi si raccolse intorno a  Gerolamo Zoppio - professore di poetica, retorica e filosofia morale nell'Università di Macerata – per dare corpo ad una Accademia vagheggiata da molti anni.

Il nome "Catenati" deriva dall'immagine della  "Cathena d'oro distesa dal cielo alla terra" descritta da Omero nel Libro VIII dell'Iliade, assunta come simbolo della congiunzione delle cose umane con  quelle celesti, dell'attrazione che il cielo esercita sulla terra, dei diversi gradi di elevazione culturale e morale raffigurati dagli anelli d’oro della catena ascendente.

L'Accademia, il cui scopo fu fin dagli inizi "lo studio delle belle lettere, delle arti " nonché il "ragionare delle scientifiche cose", raggiunse ben presto notevole fama, entrando autorevolmente nelle questioni linguistiche e letterarie allora dibattute, promuovendo e pubblicando opere letterarie, richiamando letterati di diversa provenienza, sviluppando rapporti con altre Accademie, agli inizi soprattutto senesi e bolognesi.

Dell’Accademia dei Catenati hanno fatto parte nel tempo eminenti letterati, artisti e studiosi come Torquato Tasso (che nel 1587 sottopose personalmente al giudizio dei Catenati la Gerusalemme Liberata), Giovanni M. Crescimbeni, Vincenzo Monti, Terenzio Mamiani, Niccolò Tommaseo, Antonio Rosmini  e, in anni più vicini, Lino Liviabella, Maria Montessori, Vincenzo Cardarelli, Enrico Medi, Giuseppe Tucci. [CONTINUA]


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* Michele Maylander, Storia delle Accademie in Italia, Bologna, 1930;  vol. III, pgg 508-521;
** F.Vecchietti, T.Moro, Biblioteca Picena, Osimo 1793, pg. 336.

“Fortificazioni mura porte torri della citta' di Macerata"
di Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali
da Cronache Maceratesi                           del 2 gennaio 2016
Il volume Fortificazioni mura porte torri della citta' di Macerata " di Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali, edito a cura dell’Accademia dei Catenati per i tipi di Stampalibri.it con il contributo della Fondazione Carima, ricostruisce ed illustra l’evoluzione urbana del centro storico di Macerata seguendo in particolare la formazione della cerchia muraria dal medioevo ai tempi nostri.
La ricostruzione storica di Mariella Troscé, frutto di accurate ricerche d'archivio, è corredata di numerose illustrazioni: riproduzioni di documenti, foto e soprattutto mappe e tavole originali in cui  Gianfranco Pasquali raffigura  manufatti e scorci di epoche passate, ricostruiti nel rispetto dei loro caratteri originari e del loro inserimento nell’ambiente cittadino. Avvalendosi di documenti anche inediti, memorie manoscritte e ricognizioni  nei sotterranei di case del centro storico, gli Autori hanno ampliato le ricerche effettuate in passato da illustri studiosi, pervenendo a nuove conoscenze e contribuendo a chiarire aspetti finora restati  dubbi o imprecisi.
Alla presentazione del volume, il 16 dicembre 2015 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Statale di Macerata, sono intervenuti - insieme agli Autori - Fulvio Roberto Besana, Angiola Maria Napolioni, Rosaria Del Balzo Ruiti, Alberto Meriggi.
LA NAVE DEI SOGNI E IL MARINAIO MANCATO è l'ultimo libro dato alle stampe dall'accademico Dott. Matteo Ricucci, garganico di origine e maceratese di adozione.
Come scrive P.Francesco Taronna nell'introduzione, "guardando agli anni che passano, ha scritto con amore e con passione letteraria un nuovo romanzo, questa volta dal forte accento autobiografico e con il quale ha inteso ricordare le tante vicende, gioiose e dolorose (ma sarebbe meglio dire, perché tale sembra la convinzione dell 'autore, dolorose e gioiose) dei suoi anni giovanili fino ai giorni nostri".
E', come scrive ancora P. Taronna, il "romanzo della maturità", in cui "Ricucci ha preferito ricordare, con accenti diversi, tre momenti particolari della sua vita"  regalandoci "pagine piene di autentico pathos" che "mettono allo scoperto il Ricucci romanziere e scrittore con il suo non procrastinabile bisogno di di mostrarsi al mondo intero per quello che è".

Matteo Ricucci

Le Accademie del '500 antesignane dei moderni social network?

Uno studio inglese individua nelle Accademie che fiorirono in Italia tra il sec. XVI e il XVIII caratteri di comunicazione e scambio culturale che le rendono precorritrici degli attuali social network come Facebook e Twitter: in tempi in cui internet non era neanche lontanamente immaginabile, esse costituivano una vera e propria "rete" attraverso cui si alimentavano e si moltiplicavano opportunità di contatto, confronto, dibattito e anche divertimento.  
Lo studio The Italian Academies 1525-1700: The first intellectual Networks of early modern Europe è il risultato di una ricerca quadriennale condotta in collaborazione dalla British Library, dalla Royal Holloway University of London e dalla Reading University ..... [CONTINUA]

Luigi Angeletti
Pittore maceratese
L’Accademia dei Catenati, l’Associazione culturale Le Casette e l’Associazione Peschi hanno organizzato nel novembre 2015, presso la Galleria Antichi Forni di Macerata, una mostra di opere di Luigi Angeletti (Macerata, 1914-1987) nella convinzione che le opere di questo artista meritino di essere conosciute ben oltre la cerchia delle sue più strette amicizie.
Alieno dalla ricerca di visibilità e disinteressato al ritorno economico (tanto da definirsi un “artigiano del pennello” e mai un artista), Angeletti custodì per sé e lasciò nei cassetti di casa gran parte delle sue opere, per noi oggi testimonianza compiuta di un itinerario artistico alimentato dal bisogno di incontrare e ricreare oggetti e luoghi del proprio orizzonte esistenziale.
In occasione della mostra, è stato pubblicato un catalogo in cui sono raccolti contributi critici di Angiola Maria Napolioni, Pierluigi Pianesi, Maurizio Bonotti, Lucio Del Gobbo, Siriano Evangelisti, Matteo Ricucci e Goffredo Giachini.
Luigi Angeletti, Macerata
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Sito realizzato in proprio dall'Accademia dei Catenati
a cura di Nazzareno Gaspari

 
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