Accademia dei Catenati - Macerata

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Presentazione della raccolta di racconti di Anna Maria Tamburri
L'OFFICINA DELLE ANIMO ROTTE
Liberilibri Editrice
L’officina delle anime rotte della accademica Anna Maria Tamburri è un’originale raccolta di racconti, dieci storie che appartengono al mito ma entrano come segni rivelatori anche nella quotidianità. Storie piene di anima in cui si rinnovano motivi ancestrali che, pur dimenticati, continuano a rappresentare la trama sotterranea dell’esistere nostro e dell’universo. Per poterli ritrovare, sostiene l’Autrice, occorre scorgere le “soglie”, credere in una connessione universale, avere il trasalimento del Mistero che avvolge insieme la materia e lo spirito, per poi varcarle, e vivere un Altrove che ci è accanto e a volte ci chiama.
NICOLA BENEDETTI celebre basso verdiano (1821-1875)
di Fabio Sileoni
Presentato il 19 maggio alla Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti
con la partecipazione di Pietro Molini
Già dal maggio scorso Fabio Sileoni, giovane ed agguerrito ricercatore storico d’ambito culturale, ha consegnato alle librerie il suo nuovo libro sul cantante Nicola Benedetti di origine pollentina, pubblicato da  Andrea Livi Editore  con il patrocinio del Comune di Pollenza, dell’Accademia dei Catenati, degli Amici dello Sferisterio e degli Amici di Verdi di Busseto.  Istigatore virtuoso di Sileoni a questa impresa, che può considerarsi di una ridondanza enciclopedica (quasi seicento pagine!),  è stato il suo amico Piero Molini, melomane incallito e sodale con  Andrea Francalancia quale memoria storica del nostro Sferisterio. In questa circostanza il loro virus   ha contagiato Sileoni che si è unito a questi nella sua veste di storico e tenace ricercatore di memorie liriche, verdiane   in   particolare. Da   tale   suo “scavo”  è  emersa  una  figura  di   cantante  di   caratura internazionale: Nicola Benedetti, celebre basso verdiano vissuto dal 1821 al 1875, (dal periodo della maturità rossiniana a quello della maturità verdiana). Cantante dall’umile esordio nella sua Pollenza, Nicola Benedetti ha poi calcato i palcoscenici d’Italia e di mezza d’Europa (Senigallia, Lucca, Livorno, Verona, Reggio, Siena, Lisbona, Oporto, Roma (Argentina e Apollo), Odessa, Genova, Vienna, Trieste, Madrid,   Bucarest,   Amburgo,  Berlino, e via dicendo) facendosi apprezzare per la sua straordinaria preparazione   scenica, per il suo scrupolo e attenzione ai
Catenati: dal 1574
Lettere, Arti, Scienze

Nella monumentale "Storia delle Accademie in Italia", Michele Maylender afferma che l'Accademia dei Catenati di Macerata è da considerarsi "uno dei più antichi cenacoli letterari d'Italia", cui va riconosciuto un ruolo di rilievo nella rinascita culturale promossa in Italia centrale nella seconda metà del secolo XVI.
Attiva ancora oggi,  l'Accademia dei Catenati è tra le pochissime accademie italiane che possono vantare una continuità plurisecolare.
La data di fondazione è il 2 luglio 1574, quando un gruppo di letterati maceratesi si raccolse intorno a Gerolamo Zoppio - professore di poetica, retorica e filosofia morale nell'Università di Macerata – per dare corpo ad una Accademia vagheggiata da molti anni.
Il nome "Catenati" deriva dall'immagine della  "Cathena d'oro distesa dal cielo alla terra" descritta da Omero nel Libro VIII dell'Iliade, assunta come simbolo della congiunzione delle cose umane con quelle celesti, dell'attrazione che il cielo esercita sulla terra, dei diversi gradi di elevazione culturale e morale raffigurati dagli anelli d’oro della catena ascendente.
L'Accademia, il cui scopo fu fin dagli inizi "lo studio delle belle lettere, delle arti " nonché il "ragionare delle scientifiche cose", raggiunse ben presto notevole fama, entrando autorevolmente nelle questioni linguistiche e letterarie allora dibattute, promuovendo e pubblicando opere letterarie, richiamando letterati di diversa provenienza, sviluppando rapporti con altre Accademie, agli inizi soprattutto senesi e bolognesi.
Dell’Accademia dei Catenati hanno fatto parte nel tempo eminenti letterati, artisti e studiosi come Torquato Tasso (che nel 1587 sottopose personalmente al giudizio dei Catenati la Gerusalemme Liberata), Giovanni M. Crescimbeni, Vincenzo Monti, Terenzio Mamiani, Niccolò Tommaseo, Antonio Rosmini  e, in anni più vicini, Lino Liviabella, Maria Montessori, Vincenzo Cardarelli, Enrico Medi, Giuseppe Tucci.
Dopo un periodo di relativa inattività tra la fine dell’800 e la prima metà del '900, l'Accademia dei Catenati ha ripreso nuovo slancio nel secondo dopoguerra per iniziativa, tra gli altri, di Ferdinando Lori, Mario Moretti, Dante Cecchi, e prosegue ancor oggi con molteplici iniziative nell'impegno di promozione culturale.


Le Accademie del '500 antesignane dei moderni social network?


Uno studio inglese individua nelle Accademie che fiorirono in Italia tra il sec. XVI e il XVIII caratteristiche di comunicazione e scambio culturale che le rendono precorritrici degli attuali social network come Facebook e Twitter: in tempi in cui internet non era neanche lontanamente immaginabile, esse costituivano una vera e propria "rete" attraverso cui si alimentavano e si moltiplicavano opportunità di contatto, confronto, dibattito e anche divertimento.
Lo studio The Italian Academies 1525-1700: The first intellectual Networks of early modern Europe è il risultato di una ricerca quadriennale condotta in collaborazione dalla British Library, dalla Royal Holloway University of London e dalla Reading University, finanziata dalla Arts and Humanities Research Council e basata sul materiale conservato nei fondi della British Library. Questo spiega l’assenza [CONTINUA]
ANACRONIA / BLOOD
Il nuovo libro di Allì Caracciolo
Il libro sarà presente al Salone Internazionale di Torino, poi a Francoforte e a Roma.
ANACRONIA, il primo testo presente in questo libro, è la prosa poetica inedita vincitrice della 35^ edizione del Premio Lorenzo Montano di Anterem.
È diviso in tre riflessioni: sul senso e l’ambiguità del tempo, sul senso e l’ambiguità del riflettere. Tra una e l’altra riflessione, il vuoto. Lo spazio del testo poetico. Quello non scritto. O scritto con inchiostro simpatico. Leggerlo perché il silenzio è la grande eloquenza. Anà-Chrónos, una difformità tra il tempo e il vivere. Piuttosto tra il vivere e l’esistere. Tra la presunta successione dei giorni, rassicurante di un esatto ordine, e il procedimento del caos che segna l’incalcolabile precipizio degli istanti. Un errore di sistema.
La seconda opera del volume è BLOOD. Qui, l’invadenza nella contemporaneità di violenza e sangue definisce una lingua intenzionalmente “impoetica”, in un’etica di scrittura diversamente, ma inevitabilmente, poetica. Blood è una partitura irregolare che serra gli spazi, non lascia pause di ristoro, nega il conforto della narrazione, non descrive né vuole, nega l’abbandono del pianto, l’accesso perfino, il naturale accesso, allo sconforto.
La compressione degli spazi è narrazione, l'assenza sul foglio di vie di fuga è narrazione, la variabile occorrenza di segni grafici, di punteggiatura, di spazi obbligati negati oppure dilatati è narrazione.
È un racconto al di là. Di là da tutto.

***
Allì Caracciolo, Anacronia / Blood, Piccola Biblioteca Anterem,n.1, Verona, Anterem Edizioni, Cierre Grafica, 2022.
IL VENTO DELL'ANIMA
Raccolta di poesie di Renato Sopranzetti
E' fresco di stampa il volumetto "Il vento dell'anima", raccolta di poesie dell'accademico Renato Sopranzetti.
Comprende poesie in cui l'Autore ripercorre la vita vissuta con il pensiero rivolto alla vita da vivere, come sa ogni rondine che “se ne va  / ma ha già fatto il nido / per l’altra primavera”; poesie che si snodano in nitide sequenze di immagini sospese tra fantasia e memoria, incanto e metafora; immagini appartenenti all’esperienza comune ma che, dipanate sulle sponde della ricerca introspettiva, rincorrono e colgono corrispondenze altrimenti indecifrabili all’occhio, spiragli di senso altrimenti incomprensibili, fino all’“impronta d’eterno” racchiusa nel “piccolo seme / in terra nascosto”.
La raccolta è impreziosita da riproduzioni di opere dell'accademico Carlo Iacomucci.
Il "Pellegrinaggio" di Giacomo Costantino Beltrami

Giacomo C. Beltrami, accademico dei Catenati, nel 1821 parte da Filottrano in “esilio volontario”, come altri tremila italiani negli anni della Restaurazione. Non sa dove sta andando né quando tornerà.
In questo libro, presentato il 13 aprile scorso presso l'Archivio di Stato di Macerata con la partecipazione del nostro Principe Angiola Maria Napolioni, lo seguiamo nel primo tratto, prima di imbarcarsi per l'America, viandante nell’Europa di duecento anni fa, fino a Liverpool, quando un anno dopo la partenza arriva di fronte all’oceano e decide di non tornare indietro.

Il Programma .....rinviato

Le doverose precauzioni previste per contrastare la diffusione del Covid19 ci impediscono di dare attuazione a tutte le iniziative programmate .
Nella speranza di poter realizzare non appena possibile almeno le principali, presentiamo sinteticamente gli argomenti di alcune di esse nelle schede che seguono.
cliccare su ciascuna scheda per ingrandirla:

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