Accademia dei Catenati - Macerata

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MACERATA, casella postale 55

6 ottobre: Presentazione
di una raccolta di saggi
di Leonardo Sciascia
8 ottobre: Convegno su Dante Cecchi
Presentazione del volume
curato da Alberto Meriggi
Giovedì 6 ottobre p.v. alle ore 17 si svolgerà presso la Sala Conferenze della Biblioteca Statale di Macerata, in via Garibaldi 20, la presentazione del libro di Leonardo Sciascia “Fine del carabiniere a cavallo” edito da Adelphi.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Amici di Leonardo Sciascia in collaborazione con il Comune di Macerata, l’Accademia dei Catenati, la Biblioteca Statale e Adelphi Edizioni.
Parteciperanno il curatore del volume Paolo Squillacioti - curatore delle opere complete dello scrittore siciliano e autore di numerose edizioni critiche e saggi filologici e letterari - e il filologo e critico letterario Massimo Raffaeli, collaboratore di prestigiose riviste culturali nonché di quotidiani nazionali e dei rispettivi supplementi letterari.
Il volume è una raccolta di saggi letterari scritti da Sciascia tra il 1955 e il 1989, non compresi in precedenti raccolte.  [CONTINUA]
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Il contributo dell'accademico
Ing. Massimo Rogante
alle investigazioni
sulla Sacra Sindone.
Dante Cecchi, con i suoi settanta anni di appartenenza alla nostra Accademia (dal 1945 al 2015), è di gran lunga l’accademico con la più lunga militanza dal 1574 ad oggi. Ha inoltre ricoperto nei vari decenni tutte le cariche accademiche, fino a quella di “Principe onorario” istituita nel 2010 proprio in suo onore.
L'iniziativa del libro e del convegno è stata del Centro Studi Storici Maceratesi in collaborazione con il Consiglio Regionale delle Marche, il Comune di Macerata, la Deputazione di Storia Patria per le Marche, la Fondazione Carima, l'Università degli Studi di Macerata, l'Unione Italiana Libero Teatro e la nostra Accademia.
Abbiamo chiesto al Prof. Alberto Meriggi, curatore del volume “Dante Cecchi. L’avventura di un intellettuale nelle Marche del Novecento” e Vice Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi,  di illustrarci le motivazioni del volume e del convegno dedicati al compianto professore scomparso nel 2015 e di sintetizzarne per il nostro sito le qualità umane e culturali.

Prof. Meriggi, qual è il significato dell’iniziativa assunta dal Centro di Studi Storici Maceratesi di pubblicare un volume e organizzare un convegno in ricordo di Dante Cecchi?
Il Centro di Studi Storici Maceratesi non poteva esimersi dal ricordare d’aver avuto tra i soci fondatori, tra i membri più autorevoli del Direttivo e tra i collaboratori con maggior numero di saggi, un maestro insigne della storia e, più in generale, un educatore culturale stimatissimo del rango di Dante Cecchi. Rappresentante della “miglior gioventù” maceratese del secondo dopoguerra e attento alle sollecitazioni storiografiche a lui contemporanee, Dante Cecchi è riuscito ad offrire una sintesi compiuta di impegno civile e cultura, tramite una produzione bibliografica rilevante e continua e il magistero dell’insegnamento, che ha esercitato con passione e entusiasmo presso istituti scolastici e l’Università. Per i soci del Centro Studi, e mi risulta anche per i membri dell’Accademia dei Catenati, è stato anche un amico, del quale è impossibile dimenticarne lo spirito sempre vivo e la particolare sensibilità con la quale entrava in sintonia con colleghi, studiosi e lettori. Dotato di intelligenza vivissima e feconda e di una personalità incline al dialogo sia culturale che più schiettamente amicale, era sempre aperto all’accoglienza che manifestava col sorriso. Doverosa riconoscenza, da una parte, ma soprattutto, dall’altra, grande affetto e stima: le motivazioni che hanno indotto il Direttivo del Centro a farsi promotore della pubblicazione di un libro e dell’organizzazione di una giornata in ricordo dell’amico.
A 70 anni dalla nascita della Repubblica
Il primo voto: elettrici ed elette
Martedì 24 maggio nella Sala Conferenze della Biblioteca Statale di Macerata si è svolta la presentazione del volume di Patrizia Gabrielli “Il primo voto: elettrici ed elette”.
L’iniziativa è stata promossa dall’ANMIG – Sezione Provinciale di Macerata – in collaborazione con l’Università di Macerata, la Biblioteca Statale, il Comune di Macerata, l’A.N.V.C.G. e la nostra Accademia nel settantesimo anniversario della nascita della Repubblica.

Presentato "L'otto", il nuovo romanzo di Lucia Tancredi
Domenica 22 maggio 2016, in un gremitissimo Teatro della Soc. Filarmonico Drammatica di Macerata, si è svolta la presentazione del nuovo romanzo di Lucia Tancredi, L’otto.
Dopo il saluto di Angiola Maria Napolioni, Principe dell'Accademia dei Catenati, e l'introduzione di Renato Pasqualetti, l'Autrice ha parlato del romanzo con Gabriele Barucca, storico dell'Arte funzionario della Soprintendenza alle Belle Arti delle Marche.
Brani del romanzo sono stati letti da Pamela Olivieri.

Catenati: dal 1574
Lettere, Arti, Scienze



Nella monumentale "Storia delle Accademie in Italia", Michele Maylender scrive che l'Accademia dei Catenati di Macerata è da considerarsi "uno dei più antichi cenacoli letterari d'Italia", cui va riconosciuto un ruolo di rilievo nella  rinascita culturale promossa in Italia centrale nella seconda metà del sec. XVI.*

Nella "Biblioteca Picena" (1793) si afferma che "deve a ragione questa celebre adunanza di Macerata riporsi tra le più antiche d'Italia".**

Attiva ancora oggi,  l'Accademia dei Catenati è tra le pochissime accademie italiane che possono vantare una continuità plurisecolare.

La data di fondazione è il 2 luglio 1574, quando un gruppo di letterati maceratesi si raccolse intorno a  Gerolamo Zoppio - professore di poetica, retorica e filosofia morale nell'Università di Macerata – per dare corpo ad una Accademia vagheggiata da molti anni.

Il nome "Catenati" deriva dall'immagine della  "Cathena d'oro distesa dal cielo alla terra" descritta da Omero nel Libro VIII dell'Iliade, assunta come simbolo della congiunzione delle cose umane con  quelle celesti, dell'attrazione che il cielo esercita sulla terra, dei diversi gradi di elevazione culturale e morale raffigurati dagli anelli d’oro della catena ascendente.

L'Accademia, il cui scopo fu fin dagli inizi "lo studio delle belle lettere, delle arti " nonché il "ragionare delle scientifiche cose", raggiunse ben presto notevole fama, entrando autorevolmente nelle questioni linguistiche e letterarie allora dibattute, promuovendo e pubblicando opere letterarie, richiamando letterati di diversa provenienza, sviluppando rapporti con altre Accademie, agli inizi soprattutto senesi e bolognesi.

Dell’Accademia dei Catenati hanno fatto parte nel tempo eminenti letterati, artisti e studiosi come Torquato Tasso (che nel 1587 sottopose personalmente al giudizio dei Catenati la Gerusalemme Liberata), Giovanni M. Crescimbeni, Vincenzo Monti, Terenzio Mamiani, Niccolò Tommaseo, Antonio Rosmini  e, in anni più vicini, Lino Liviabella, Maria Montessori, Vincenzo Cardarelli, Enrico Medi, Giuseppe Tucci. [CONTINUA]


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* Michele Maylander, Storia delle Accademie in Italia, Bologna, 1930;  vol. III, pgg 508-521;
** F.Vecchietti, T.Moro, Biblioteca Picena, Osimo 1793, pg. 336.

“Fortificazioni mura porte torri della citta' di Macerata"
di Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali
da Cronache Maceratesi                           del 2 gennaio 2016
Il volume Fortificazioni mura porte torri della citta' di Macerata " di Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali, edito a cura dell’Accademia dei Catenati per i tipi di Stampalibri.it con il contributo della Fondazione Carima, ricostruisce ed illustra l’evoluzione urbana del centro storico di Macerata seguendo in particolare la formazione della cerchia muraria dal medioevo ai tempi nostri.
La ricostruzione storica di Mariella Troscé, frutto di accurate ricerche d'archivio, è corredata di numerose illustrazioni: riproduzioni di documenti, foto e soprattutto mappe e tavole originali in cui  Gianfranco Pasquali raffigura  manufatti e scorci di epoche passate, ricostruiti nel rispetto dei loro caratteri originari e del loro inserimento nell’ambiente cittadino. Avvalendosi di documenti anche inediti, memorie manoscritte e ricognizioni  nei sotterranei di case del centro storico, gli Autori hanno ampliato le ricerche effettuate in passato da illustri studiosi, pervenendo a nuove conoscenze e contribuendo a chiarire aspetti finora restati  dubbi o imprecisi.
Alla presentazione del volume, il 16 dicembre 2015 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Statale di Macerata, sono intervenuti - insieme agli Autori - Fulvio Roberto Besana, Angiola Maria Napolioni, Rosaria Del Balzo Ruiti, Alberto Meriggi.
LA NAVE DEI SOGNI E IL MARINAIO MANCATO è l'ultimo libro dato alle stampe dall'accademico Dott. Matteo Ricucci, garganico di origine e maceratese di adozione.
Come scrive P.Francesco Taronna nell'introduzione, "guardando agli anni che passano, ha scritto con amore e con passione letteraria un nuovo romanzo, questa volta dal forte accento autobiografico e con il quale ha inteso ricordare le tante vicende, gioiose e dolorose (ma sarebbe meglio dire, perché tale sembra la convinzione dell 'autore, dolorose e gioiose) dei suoi anni giovanili fino ai giorni nostri".
E', come scrive ancora P. Taronna, il "romanzo della maturità", in cui "Ricucci ha preferito ricordare, con accenti diversi, tre momenti particolari della sua vita"  regalandoci "pagine piene di autentico pathos" che "mettono allo scoperto il Ricucci romanziere e scrittore con il suo non procrastinabile bisogno di di mostrarsi al mondo intero per quello che è".

Matteo Ricucci

Le Accademie del '500 antesignane dei moderni social network?

Uno studio inglese individua nelle Accademie che fiorirono in Italia tra il sec. XVI e il XVIII caratteri di comunicazione e scambio culturale che le rendono precorritrici degli attuali social network come Facebook e Twitter: in tempi in cui internet non era neanche lontanamente immaginabile, esse costituivano una vera e propria "rete" attraverso cui si alimentavano e si moltiplicavano opportunità di contatto, confronto, dibattito e anche divertimento.  
Lo studio The Italian Academies 1525-1700: The first intellectual Networks of early modern Europe è il risultato di una ricerca quadriennale condotta in collaborazione dalla British Library, dalla Royal Holloway University of London e dalla Reading University ..... [CONTINUA]

Luigi Angeletti
Pittore maceratese
L’Accademia dei Catenati, l’Associazione culturale Le Casette e l’Associazione Peschi hanno organizzato nel novembre 2015, presso la Galleria Antichi Forni di Macerata, una mostra di opere di Luigi Angeletti (Macerata, 1914-1987) nella convinzione che le opere di questo artista meritino di essere conosciute ben oltre la cerchia delle sue più strette amicizie.
Alieno dalla ricerca di visibilità e disinteressato al ritorno economico (tanto da definirsi un “artigiano del pennello” e mai un artista), Angeletti custodì per sé e lasciò nei cassetti di casa gran parte delle sue opere, per noi oggi testimonianza compiuta di un itinerario artistico alimentato dal bisogno di incontrare e ricreare oggetti e luoghi del proprio orizzonte esistenziale.
In occasione della mostra, è stato pubblicato un catalogo in cui sono raccolti contributi critici di Angiola Maria Napolioni, Pierluigi Pianesi, Maurizio Bonotti, Lucio Del Gobbo, Siriano Evangelisti, Matteo Ricucci e Goffredo Giachini.
Luigi Angeletti, Macerata
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Sito realizzato in proprio dall'Accademia dei Catenati
a cura di Nazzareno Gaspari

 
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