Accademia dei Catenati - Macerata

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MACERATA, casella postale 55

2 aprile: Convegno
Le Marche e Leonardo Sciascia
IlConvegno è promosso dall'Associazione "Amici di Leonardo Sciascia"
in collaborazione con l'Accademia dei Catenati e l'Associazione Peschi per le Arti Visive
con il Patrocinio del Comune di Macerata e il sostegno della Fondazione Carima. 
L'Associazione Amici di Leonardo Sciascia, priva di scopi di lucro ed autofinanziata, è stata fondata nel 1993 a Milano.
Ispirato all'amore di Sciascia per le associazioni di amici di scrittori ed artisti, "segni di una civiltà intellettuale a noi quasi ignota", il sodalizio mira per statuto a diffondere e mantenere viva la lettura, la conoscenza e la ricerca sulla figura e l'opera di Leonardo Sciascia, riassumendo nel logo - realizzato da Agostino Arrivabene - tre segni distintivi della felice contaminazione delle passioni dell'uomo Sciascia: la penna della scrittura, il bulino dell'incisione e la spada dell'impegno civile. 
In un arco di oltre vent'anni, alla presidenza si sono avvicendate figure dei settori più diversi della cultura: Gesualdo Bufalino, Giancarlo Vigorelli, Massimo Onofri, Luisa Adorno, Valter Vecellio, Erasmo Recami, Salvatore Silvano Nigro, José-Luis Gotor, Maria Pia Simonetti, Renato Albiero.
Dal 2015 l'Associazione è presieduta dal maceratese Luigi Carassai.

Catenati: dal 1574
Lettere, Arti, Scienze



Nella monumentale "Storia delle Accademie in Italia", Michele Maylender scrive che l'Accademia dei Catenati di Macerata è da considerarsi "uno dei più antichi cenacoli letterari d'Italia", cui va riconosciuto un ruolo di rilievo nella  rinascita culturale promossa in Italia centrale nella seconda metà del sec. XVI.*

Nella "Biblioteca Picena" (1793) si afferma che "deve a ragione questa celebre adunanza di Macerata riporsi tra le più antiche d'Italia".**

Attiva ancora oggi,  l'Accademia dei Catenati è tra le pochissime accademie italiane che possono vantare una continuità plurisecolare.

La data di fondazione è il 2 luglio 1574, quando un gruppo di letterati maceratesi si raccolse intorno a  Gerolamo Zoppio - professore di poetica, retorica e filosofia morale nell'Università di Macerata – per dare corpo ad una Accademia vagheggiata da molti anni.

Il nome "Catenati" deriva dall'immagine della  "Cathena d'oro distesa dal cielo alla terra" descritta da Omero nel Libro VIII dell'Iliade, assunta come simbolo della congiunzione delle cose umane con  quelle celesti, dell'attrazione che il cielo esercita sulla terra, dei diversi gradi di elevazione culturale e morale raffigurati dagli anelli d’oro della catena ascendente.

L'Accademia, il cui scopo fu fin dagli inizi "lo studio delle belle lettere, delle arti " nonché il "ragionare delle scientifiche cose", raggiunse ben presto notevole fama, entrando autorevolmente nelle questioni linguistiche e letterarie allora dibattute, promuovendo e pubblicando opere letterarie, richiamando letterati di diversa provenienza, sviluppando rapporti con altre Accademie, agli inizi soprattutto senesi e bolognesi.

Dell’Accademia dei Catenati hanno fatto parte nel tempo eminenti letterati, artisti e studiosi come Torquato Tasso (che nel 1587 sottopose personalmente al giudizio dei Catenati la Gerusalemme Liberata), Giovanni M. Crescimbeni, Vincenzo Monti, Terenzio Mamiani, Niccolò Tommaseo, Antonio Rosmini  e, in anni più vicini, Lino Liviabella, Maria Montessori, Vincenzo Cardarelli, Enrico Medi, Giuseppe Tucci. [CONTINUA]


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* Michele Maylander, Storia delle Accademie in Italia, Bologna, 1930;  vol. III, pgg 508-521;

** F.Vecchietti, T.Moro, Biblioteca Picena, Osimo 1793, pg. 336.



Le Accademie del '500 antesignane 

dei moderni 

social network?
Uno studio inglese individua nelle Accademie che fiorirono in Italia tra il sec. XVI e il XVIII caratteri di comunicazione e scambio culturale che le rendono precorritrici degli attuali social network come Facebook e Twitter: in tempi in cui internet non era neanche lontanamente immaginabile, esse costituivano una vera e propria "rete" attraverso cui si alimentavano e si moltiplicavano opportunità di contatto, confronto, dibattito e anche divertimento.  
Lo studio The Italian Academies 1525-1700: The first intellectual Networks of early modern Europe è il risultato di una ricerca quadriennale condotta in collaborazione dalla British Library, dalla Royal Holloway University of London e dalla Reading University, finanziato dalla Arts and Humanities Research Council e basato sul materiale conservato nei fondi della British Library.....  [CONTINUA]

 

“Fortificazioni mura porte torri della citta' di Macerata" 
di Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali
da Cronache Maceratesi                           del 2 gennaio 2016
Il volume Fortificazioni mura porte torri della citta' di Macerata " di Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali, edito a cura dell’Accademia dei Catenati per i tipi di Stampalibri.it con il contributo della Fondazione Carima, ricostruisce ed illustra l’evoluzione urbana del centro storico di Macerata seguendo in particolare la formazione della cerchia muraria dal medioevo ai tempi nostri.
La ricostruzione storica di Mariella Troscé, frutto di accurate ricerche d'archivio, è corredata di numerose illustrazioni: riproduzioni di documenti, foto e soprattutto mappe e tavole originali in cui Gianfranco Pasquali raffigura manufatti e scorci di epoche passate, ricostruiti nel rispetto dei loro caratteri originari e del loro inserimento nell’ambiente cittadino. Avvalendosi di documenti anche inediti, memorie manoscritte e ricognizioni nei sotterranei di case del centro storico, gli Autori hanno ampliato le ricerche effettuate in passato da illustri studiosi, pervenendo a nuove conoscenze e contribuendo a chiarire aspetti finora restati dubbi o imprecisi.
Alla presentazione del volume, il 16 dicembre 2015 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Statale di Macerata, sono intervenuti - insieme agli Autori - Fulvio Roberto Besana, Angiola Maria Napolioni, Rosaria Del Balzo Ruiti, Alberto Meriggi.
LA NAVE DEI SOGNI E IL MARINAIO MANCATO è l'ultimo libro dato alle stampe dall'accademico Dott. Matteo Ricucci, garganico di origine e maceratese di adozione.
Come scrive P.Francesco Taronna nell'introduzione, "guardando agli anni che passano, ha scritto con amore e con passione letteraria un nuovo romanzo, questa volta dal forte accento autobiografico e con il quale ha inteso ricordare le tante vicende, gioiose e dolorose (ma sarebbe meglio dire, perché tale sembra la convinzione dell 'autore, dolorose e gioiose) dei suoi anni giovanili fino ai giorni nostri". 
E', come scrive ancora P. Taronna, il "romanzo della maturità", in cui "Ricucci ha preferito ricordare, con accenti diversi, tre momenti particolari della sua vita"  regalandoci "pagine piene di autentico pathos" che "mettono allo scoperto il Ricucci romanziere e scrittore con il suo non procrastinabile bisogno di di mostrarsi al mondo intero per quello che è".

Matteo Ricucci
Mostra di opere di Luigi Angeletti
novembre 2015
Sii è tenuta alla Galleria degli Antichi Forni di Macerata la mostra di opere di Luigi Angeletti (1914-1987), promossa dall'Accademia dei Catenati in collaborazione con l'Associazione Culturale Le Casette e l'Associazione A. e U. Peschi per le Arti Visive e con il patrocinio del Comune di Macerata.
L’inaugurazione si è svolta il 14 novembre con gli interventi del critico d'arte Lucio Del Gobbo e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Macerata Stefania Monteverde. Il 21 novembre, giorno della chiusura, sono intervenuti Nino Ricci e Lucia Tancredi.
Luigi Angeletti, artista maceratese tanto prolifico quanto poco conosciuto, nacque a Macerata nel 1914.
Diplomatosi all’Istituto d’Arte, si dedicò a tempo pieno all’arte solo in età avanzata, dopo essere andato in pensione dalla ditta per la quale aveva lavorato come decoratore. Eseguì un cospicuo numero di acquerelli, oli, tempere, disegni a penna fine e a matita, prediligendo paesaggi e nature morte.
Alieno dalla ricerca di visibilità e disinteressato al ritorno economico (tanto da definirsi un “artigiano del 
pennello” e mai un artista), custodì per sé e lasciò nei cassetti di casa gran parte delle sue opere, per noi oggi testimonianza compiuta di un itinerario artistico alimentato dal bisogno di incontrare e ricreare oggetti e luoghi del proprio orizzonte esistenziale. A parte una breve parentesi romana in età giovanile, visse sempre a Macerata nella sua casa di Corso Cairoli, dove morì il 21 agosto 1987.
L’Accademia dei Catenati, l’Associazione culturale Le Casette e l’Associazione Peschi hanno voluto questa mostra nella convinzione che le opere di Angeletti meritino di essere conosciute ben oltre la cerchia delle sue più strette amicizie. Nell'occasione, hanno curato la pubblicazione di un catalogo in cui sono raccolti contributi critici di Angiola Maria Napolioni, Pierluigi Pianesi, Maurizio Bonotti, Lucio Del Gobbo, Siriano Evangelisti, Matteo Ricucci e Goffredo Giachini.
 
 
Opere di Luigi Angeletti
 
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a cura di Nazzareno Gaspari

 
 
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