Accademia dei Catenati - Macerata

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MACERATA, casella postale 55

Catenati: dal 1574
Lettere, Arti, Scienze



Nella monumentale "Storia delle Accademie in Italia", Michele Maylender scrive che l'Accademia dei Catenati di Macerata è da considerarsi "uno dei più antichi cenacoli letterari d'Italia", cui va riconosciuto un ruolo di rilievo nella  rinascita culturale promossa in Italia centrale nella seconda metà del sec. XVI.
Nella "Biblioteca Picena" (1793) si afferma che "deve a ragione questa celebre adunanza di Macerata riporsi tra le più antiche d'Italia". [CONTINUA]

Le Accademie del '500 antesignane dei moderni social network?

Uno studio inglese individua nelle Accademie che fiorirono in Italia tra il sec. XVI e il XVIII caratteri di comunicazione e scambio culturale che le rendono precorritrici degli attuali social network come Facebook e Twitter: in tempi in cui internet non era neanche lontanamente immaginabile, esse costituivano una vera e propria "rete" attraverso cui si alimentavano e si moltiplicavano opportunità di contatto, confronto, dibattito e anche divertimento.   [CONTINUA]

Prossimo incontro
Giuseppe Di Modugno ha raccolto in questo libro sessanta leggende marchigiane, suddividendole tra leggende del mare, della montagna [CONTINUA]
Il centro studi Marche ha selezionato l’ingegnere Massimo Rogante, Accademico dei Catenati, per il premio “Marchigiano dell’anno”, riconoscimento che ogni anno viene assegnato dal 1984 ai Marchigiani che si sono particolarmente segnalati nei settori della cultura, dell’imprenditoria, dell’Arte, della Ricerca Scientifica, dello sport e della pubblica amministrazione onorando la regione di provenienza. Massimo Rogante, cresciuto in una famiglia di tradizione industriale, ingegnere meccanico e Dottore di Ricerca in ingegneria nucleare, è componente italiano del Pannello Scientifico del Reattore Nucleare di Ricerca di Budapest, è autore di innumerevoli pubblicazioni riguardo alle applicazioni industriali delle tecniche neutroniche e relatore in numerose Conferenze Internazionali, editore associato di riviste scientifiche internazionali e membro di svariate associazioni scientifiche nazionali ed internazionali. E’membro del comitato scientifico internazionale della Sacra Sindone. La cerimonia per il conferimento del premio si terrà il 30 maggio a Roma.

Terenzio, il soldato maceratese che seguì l’esercito di Ezio
di Luciano Magnalbò
Venerdi 23 novembre, pomeriggio nebbioso. Alla sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti presentazione dei libri I focaracci della Venuta e La Battaglia dei Campi Catalaunici di Giuseppe Sabbatini, avvocato, scrittore e Accademico dei Catenati.
Folto pubblico interessato e ciarliero; ouverture affidata al Principe della Accademia dei Catenati (l’antico sinedrio culturale maceratese organizzatore dell’evento) la simpatica e frizzante Angiola Maria Napolioni, che ha rivolto un dotto saluto ai presenti passando poi la parola al segretario prof. Nazareno Gaspari che, con la sua autorevole barba bianca, altrettanto dottamente ha illustrato il contenuto dei libri e ha dato una regola all’andamento dei lavori.
“Focaracci della Venuta” e “La battaglia dei campi Catalaùnici”  di Giuseppe Sabbatini
Il volume  sulle antiche fonti di Macerata
di Silvano Iommi, Mariella Troscé
e Gianfranco Pasquali
"Una poetica della vita.
Gli scritti di Nino Ricci"
a cura di Lucio Del Gobbo e Luigi Ricci
Si è svolta martedì 10 aprile, presso il Teatro della Società Filarmonico Drammatica di Macerata, la presentazione dell’opera "Fonti Fontane Lavatoi Fontanili. Le acque nel Comune di Macerata" di Silvano Iommi, Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali, appena uscita per i tipi delle Edizioni Simple.  
La presentazione è stata curata, oltre che dagli Autori, dal Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi Alberto Meriggi e dal Principe dell’Accademia dei Catenati Angiola Maria Napolioni; è intervenuta Stefania Monteverde, vice sindaco e assessore alla cultura del Comune di Macerata; ha coordinato gli interventi Ivano Palmucci.
Venerdì 16 novembre si è svolta a Macerata, presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti, la presentazione del libro “Una poetica della vita. Gli scritti di Nino Ricci”, raccolta degli scritti dell’artista e docente maceratese curata da Lucio Del Gobbo e Luigi Ricci e pubblicata dalla Associazione Culturale Centofiorini di Civitanova M. .
Nino Ricci, protagonista di spicco della cultura maceratese degli ultimi cinquanta anni, ha al suo attivo una ingente produzione artistica con varie tecniche, dalla pittura ad olio agli acquerelli, dalle incisioni all’acquaforte alle litografie e alle serigrafie.
Nel 2013 è stata allestita a Palazzo Buonaccorsi una ampia mostra antologica di sue opere (1957-2013) per iniziativa del Comune di Macerata e con il patrocinio della Regione Marche. Nel 1980 gli è stata dedicata una monografia nella collana “Arte moderna in Italia”;  un’altra monografia  sulla sua opera pittorica è stata pubblicata per i  tipi  de La Cometa di Roma nel 2003. Questa raccolta dei suoi scritti dedicati a memorie e riflessioni, a pittori del XX secolo, a questioni teoriche, tecniche e a fatti d'arte maceratesi e nazionali - scrive Giada Sbriccoli - permette di ricostruirne il percorso umano e creativo e l’ininterrotto e proficuo dialogo con la città natale”.
All'interno:
Verdi e le Marche
di Pietro Molini e Paolo Peretti
Per un recensore non propriamente esperto della materia è un po’ difficile poter descrivere in una paginetta l’enorme mole di lavoro svolto da Pietro Molini e Paolo Peretti per raccontare in tre volumi pubblicati da Andrea Livi, gli innumerevoli coinvolgimenti avuti da Giuseppe Verdi con la nostra regione. Lavoro editoriale che solo la grande passione e la sagacia degli autori, melomani e musicologi con alle spalle pubblicazioni ed esperienze, hanno potuto portare a termine dopo anni di ricerche e corrispondenze in tutta Italia. Una breve postilla sugli autori serve a spiegare l’entità e le ragioni della loro impresa: il primo, Piero Molini, cultore di storia locale animato da una non comune “febbre” verdiana, da più di sessant’anni colleziona tutto ciò che investe la sfera del Cigno di Busseto, libretti d’opera, stampe, manifesti, immagini, cimeli dedicandogli persino un monumento creato con le sue mani nel giardino della propria casa a Corridonia; l'altro, il prof. Paolo Peretti, diplomato in Paleologia e Filologia musicale, oltre che insegnante di Storia della Musica al Conservatorio Pergolesi di Fermo, è autore di innumerevoli pubblicazioni storiche che spaziano nel mondo musicale dal Medioevo al Novecento; un suo specifico interesse è quello di riscoprire aspetti singolari e marginali della storia musicale italiana e marchigiana in particolare. Entrambi, stimolati agli inizi da un curioso pretesto (la polemica scatenatasi in seguito alla pubblicazione di  un raro opuscolo del musicista di origine marchigiana Vincenzo Sassaroli - Tolentino, 1816-Genova, 1904 -  che  a suo tempo, osò pubblicamente 'sfidare' Giuseppe Verdi all'apice della gloria, accusandolo di aver tradito con Aida l'opera italiana e proponendosi egli stesso di musicare nuovamente il medesimo libretto.  >>> CONTINUA <<<
Cristoforo Unterbergher, Macerata, 1786
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